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Marx e Spinoza rischiano davvero di sparire dai licei italiani? È questa la domanda che nelle ultime settimane ha acceso il dibattito tra scuole, università e politica dopo la pubblicazione della bozza delle nuove Indicazioni Nazionali per i licei.
Le nuove Indicazioni Nazionali per i licei, presentate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito guidato da Giuseppe Valditara, hanno acceso un forte dibattito nel mondo della scuola. Al centro della polemica ci sono i nuovi programmi di filosofia e, in particolare, la possibile esclusione o marginalizzazione di autori considerati fondamentali come Baruch Spinoza, Karl Marx, Gottfried Wilhelm Leibniz e Johann Gottlieb Fichte.
La questione ha generato reazioni contrastanti tra docenti universitari, insegnanti, studenti e politica, trasformando il tema dei programmi scolastici in un vero caso nazionale.
La bozza delle nuove Indicazioni Nazionali per i licei è stata pubblicata dal Ministero nell’aprile 2026 con l’obiettivo di aggiornare le linee guida ferme al 2010. Tra le novità più importanti c’è una revisione dell’insegnamento della filosofia, che dovrebbe diventare più orientato ai problemi contemporanei, al dibattito e alla capacità critica degli studenti.
Secondo la Commissione guidata dalla pedagogista Loredana Perla, il nuovo approccio vuole integrare:
A far discutere, però, è stato soprattutto l’elenco degli autori “indicativi” presenti nella bozza. Diversi studiosi hanno notato l’assenza di figure centrali della filosofia moderna e contemporanea, considerate indispensabili nella formazione liceale.
Le polemiche sono nate dopo la diffusione di un appello firmato da oltre sessanta professori universitari, tra cui anche Massimo Cacciari, filosofo e intellettuale italiano, già professore universitario ed ex sindaco di Venezia, tra le voci più note del dibattito filosofico e politico contemporaneo. Nel documento, gli accademici parlano di una “grave riduzione del pluralismo culturale e filosofico”.
Secondo i firmatari:
Molti docenti sostengono che questi filosofi non siano semplici “nomi facoltativi”, ma passaggi fondamentali per comprendere:
Per questo motivo, diversi insegnanti parlano di un possibile impoverimento della formazione critica degli studenti.
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Sul piano politico, le critiche più dure sono arrivate da Peppe De Cristofaro, capogruppo di AVS al Senato, che ha presentato un’interrogazione parlamentare contro le nuove linee guida.
Secondo De Cristofaro, le scelte del Ministero rappresenterebbero una “ossessione ideologica” e rischierebbero di compromettere il carattere democratico e pluralista della scuola pubblica.
Anche parte del mondo accademico ha parlato apertamente di:
Alcuni critici vedono nelle nuove Indicazioni una valorizzazione maggiore del neoidealismo italiano e di figure come Benedetto Croce e Giovanni Gentile, a discapito delle correnti più legate al materialismo storico e alla critica sociale.
Dall’altra parte, la Commissione ministeriale ha respinto le accuse di censura culturale.
Loredana Perla, pedagogista e docente universitaria, esperta di didattica e formazione degli insegnanti, ha spiegato che l’elenco degli autori presenti nella bozza non sarebbe obbligatorio ma soltanto indicativo, sottolineando che il documento è ancora in fase di consultazione pubblica.
Secondo la Commissione:
Tuttavia, molti insegnanti fanno notare che nella pratica scolastica gli elenchi “indicativi” finiscono spesso per diventare programmi di riferimento, soprattutto per i docenti più giovani o precari.
Il dibattito ha coinvolto rapidamente anche studenti e docenti delle scuole superiori.
Tra gli insegnanti si sono create due posizioni principali:
Molti professori temono:
Secondo questa visione, togliere spazio ad autori come Marx o Spinoza significherebbe limitare il confronto con idee ancora centrali nella società contemporanea.
Altri docenti, invece, vedono positivamente il tentativo di:
Anche tra gli studenti il tema ha generato discussioni sui social e nelle scuole. Molti ragazzi hanno espresso preoccupazione per una possibile riduzione del pensiero critico, mentre altri ritengono utile un approccio meno enciclopedico e più orientato alla comprensione del presente.
Al momento le Indicazioni Nazionali non sono definitive. La bozza dovrà ancora passare:
L’entrata in vigore definitiva è prevista non prima dell’anno scolastico 2027/2028.
Nel frattempo, il dibattito continua a dividere il mondo della scuola tra chi teme un ridimensionamento del pluralismo culturale e chi invece considera necessario rinnovare il modo in cui la filosofia viene insegnata nei licei italiani.
Al di là della polemica politica, le nuove Indicazioni Nazionali per i licei introducono un cambiamento più ampio nel modo di insegnare filosofia a scuola. Nel testo pubblicato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, la disciplina viene descritta come un percorso che deve unire studio storico degli autori e riflessione sui problemi contemporanei, con maggiore attenzione al dibattito, all’argomentazione e ai collegamenti con temi attuali come etica, tecnologia e intelligenza artificiale.
Secondo il Ministero, l’obiettivo sarebbe quello di superare un approccio troppo nozionistico, alleggerendo i programmi e rendendo la filosofia più vicina alla realtà vissuta dagli studenti. Tuttavia, proprio questa revisione ha acceso le critiche di molti docenti universitari e insegnanti, che parlano di un possibile impoverimento culturale.
Nel mirino delle polemiche ci sarebbero soprattutto alcuni autori considerati fondamentali nella storia della filosofia, tra cui:
Secondo molti insegnanti, la riduzione dello spazio dedicato a questi filosofi rischierebbe di rendere più difficile comprendere temi fondamentali come libertà, politica, società, diritti e pensiero critico.
Un altro punto molto discusso riguarda il maggiore spazio dato alla tradizione filosofica italiana e al neoidealismo, con riferimenti più centrali a:
Per alcuni si tratta di una valorizzazione della cultura filosofica italiana; per altri, invece, di una scelta culturale e ideologica che rischia di limitare il pluralismo del pensiero.
La Commissione ministeriale ha però respinto le accuse di censura, chiarendo che gli elenchi degli autori presenti nella bozza non sono definitivi né obbligatori e che i docenti continueranno ad avere autonomia nella costruzione dei percorsi didattici. Nei prossimi mesi il testo sarà infatti sottoposto a consultazioni e confronti con scuole, università e associazioni professionali prima dell’approvazione definitiva.
Il dibattito sulle nuove Indicazioni Nazionali non riguarda direttamente la struttura dell’esame di Maturità, che non subisce modifiche immediate, ma può avere un impatto sugli studenti maturandi dei prossimi anni.
Essendo i programmi di filosofia la base su cui si costruisce anche il colloquio orale, eventuali cambiamenti nei contenuti o negli autori trattati potrebbero riflettersi sulla preparazione degli ultimi anni del liceo.
In particolare, l’eventuale passaggio a un approccio più orientato alle competenze e ai temi contemporanei rispetto allo studio tradizionale degli autori potrebbe influenzare il modo in cui gli studenti affrontano lo studio della disciplina in vista dell’esame finale.
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